ATTO COSTITUTIVO
DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE MOVIMENTO
“CENTO E PIU’ ARTISTI UNITI PER IL MONDO”
L’anno 2009, il giorno 16 del mese Novembre, AGENZIA DELLE ENTRATE TIVOLI - ROMA.


domenica 13 settembre 2015

DANIELA BIGANZOLI FA PARTE DEL MOVIMENTO, ARTE/SCIENZA "ILLUMINATI E CREATIVI"

“UNIONE DEGLI OPPOSTI” 
Tecnica mista su tela – 100 x 100 – 2014

L’opera vuole rappresentare l’Unione degli opposti, rappresentati dall’Acqua e dal Fuoco. YIN e YANG, i due principi si fondono l’uno nell’altro senza che nessuno dei due perda la propria identità. La sintesi della dualità che si fa uno. La loro unione costituisce l’entelechia dell’Universo.
In particolare l’Acqua, considerata da sempre come principio cosmico femminile,  viene qui rappresentata come una donna dai lunghi capelli simili a zampilli  che ha come fermacapelli la doppia elica del DNA, che è alla base dell’organismo umano e che in effetti si organizza intorno all’acqua. La doppia elica del DNA è costituita  da 2 catene  complementari, come i colori utilizzati nell’opera: azzuro e arancio, opposti e complementari.  Grazie  a questa caratteristica sembrano vibrare richiamando l’attenzione dell’osservatore che li percepisce con una luminosità rafforzata.




L’illusione del Tempo 
2015 
Tecnica mista su tela – 100 x 100


L’opera rappresenta l’ ”Illusione del Tempo.
Già Sant’Agostino e Giordano Bruno non credevano alla sua esistenza. Oggi la Fisica Quantistica indagando sempre più nel mistero che lo avvolge sta avvalorando la tesi che il “Tempo” sia solo una costruzione della nostra mente.
Diversi scienziati concordano con questa tesi, dallo scienziato Robert Lanza che sostiene che “ noi portiamo in giro spazio e tempo come fanno le tartarughe coi gusci”al fisico Carlo Rovelli, al grande scienziato David Bohm, fino all’astronoma Giuliana Conforto.
Nel lontano passato il “Tempo” veniva considerato come qualcosa di misterioso, ben lontano dal concetto che assume con Galileo e soprattutto con Newton.
«Newton ha messo il tempo su un piedistallo in cui prima il tempo non c’era. Prima, per esempio per Aristotele, il “tempo” era solo un modo di misurare come si muovono le cose. Se non c’è nulla che si muove, non c’è tempo. Invece Newton, per costruire la sua fisica ha immaginato la possibilità di un immenso spazio vuoto dove il tempo passa anche se non c’è niente e non accade niente. Newton ha separato il tempo dagli accadimenti del mondo. Ha immaginato che il tempo passi di per sé, indipendente da tutto il resto. Come una commedia in cui ci sia il primo atto, il secondo atto, il terzo atto, ma sul palco non succede niente». Carlo Rovelli


Nella mia opera ho utilizzato il cerchio come raffigurazione ideale del tempo; un cerchio però particolare, quello giapponese, chiamato Enso, che simboleggia l’universo. La mancanza delle lancette nell’immaginario orologio ne simboleggiano l’illusione.