ATTO COSTITUTIVO
DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE MOVIMENTO
“CENTO E PIU’ ARTISTI UNITI PER IL MONDO”
L’anno 2009, il giorno 16 del mese Novembre, AGENZIA DELLE ENTRATE TIVOLI - ROMA.


domenica 1 dicembre 2013

OPERE DEL M. PLACIDO SCANDURRA Artista benemerito del Movimento "Cento Artisti per il Mondo" WWW.PLACIDOSCANDURRA.IT



Dipinto 1981 (Archetipo)


Dipinto 1969 (Mio Padre)
Dipinto 1987 (Bagnanti)


Dipinto 2002 (Archetipo Femminile)

Il Maestro Placido Scandurra, siciliano d’origine, si è formato a Catania allo studio del pittore Antonio Villani e del restauratore Giovanni Nicolosi. Questa sua doppia abilità predisposizione lo ha portato poi a Roma all’Istituto Centrale di Restauro ed all’Accademia di Belle Arti. 

Come restauratore ha partecipato a numerose missioni in Italia e all’estero, tra queste ultime si ricordano quella in Siria nella missione archeologica italiana; a Dublino per i restauri della National Gallery, sempre per i restauri in Belgio per le pitture murali alla chiesa di Kourtraik, a Palermo ed a Piana degli Albanesi per le icone bizantine ed a Roma per i soffitti lignei e delle tele di Palazzo de Carolis. 

Come pittore ed incisore parte inizialmente dalla figurazione densa e fortemente caratterizzata della Scuola Romana per approdare, verso la metà degli Anni ’70, ad un profondo cambiamento culturale e spirituale, a confrontarsi con l’Oriente e la sua visione del mondo, sulla scia della particolare interpretazione psico-analitica e filosofica di C.G.Jung, come fecero all’epoca molti intellettuali. Da questi studi e questi contatti, ma anche, ma anche da molti viaggi in India, Egitto, Romania e Francia nasce la produzione degli \"archetipi\" e delle \"forme primordiali totemiche\", una ricerca questa che va in profondità nell\'essere umano, quasi a svelarne segreti inconsci ed imprevedibili rivelazioni sui mondi sottili, posti tra i sortilegi di madre natura e le perversioni dell’onnipotenza della mente. Il fascino che esercitano le sue particolari interpretazioni del mondo ci portano a seguirlo in percorsi di svariate direzioni, attraverso gli assemblaggi inquietanti di oggetti e piante antropomorfiche per esempio, ma ci fanno rileggere anche le immagini naturali di insetti o animali, figure nude o personaggi mitologici attraverso la lente impietosa ed a volte sarcastica del suo linguaggio. 

Molti hanno scritto di lui su prestigiose testate come Claudio Strinati, Sergio Rossi, Elio Mercuri, Piero Guccione, Orfeo Tamburi, Fiorella Puglia, Agostino Bagnato, Claudia Zaccagnini, Marco Testi, Lucrezia Rubini, Antonella Perna, Eugenio Giannì, Francesca Pietracci e Claudio Crescentini che citando a sua volta Umberto Eco e Picasso, conclude: \"...La storia eccolo secondo noi il punto cruciale per introdursi nel mondo di Scandurra: una storia che a ritroso nel tempo ci porta agli anni Sessanta e a quel ritorno in auge, proprio durante il boom economico e l\'esplosione del concettuale, della figurazione italiana, anzi mediterranea, nella sua matrice più alta e sensibile\". 

Vive ed opera a S. Polo dei Cavalieri (RM) 

e-mail: placidoscandurra@libero.it