ATTO COSTITUTIVO
DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE MOVIMENTO
“CENTO E PIU’ ARTISTI UNITI PER IL MONDO”
L’anno 2009, il giorno 16 del mese Novembre, AGENZIA DELLE ENTRATE TIVOLI - ROMA.


lunedì 18 novembre 2013

LETTERA APERTA DI GILBERTO CARPO DELEGATO CORRISPONDENTE DEL MOVIMENTO "CENTO ARTISTI PER IL MONDO"

Le condizioni in cui si trova la cultura e l’arte attuale.
Potrebbe sembrare limitativo per ciò che un cittadino chiederebbe oggi alla politica, tuttavia credo che in un paese ove la cultura è mal gestita non lo si può definire evoluto.
Comincio col dichiarare che il cinema ed il teatro, hanno se pur in modo ancora insufficiente, un contributo pubblico, mentre le arti figurative sono completamente lasciate allo sfruttamento del
mercato. Con questo faccio mie alcune considerazioni
“L’artista paga senza essere minimamente tutelato. Il rischio è solo suo. Le gallerie d’arte prendono il loro compenso. Se non si vende (come spesso accade), il disagio è solo di chi espone e questo è ingiusto ed immorale.
Vi sono anche pacchetti organizzati da critici e gallerie, che fanno sentire l’artista oggetto da spremere, ove tutti diventano bravi allo stesso modo dando il contentino da esibire sul curriculum dell’artista. Egli si trova così emarginato, in una situazione che lo coinvolge e lo rende impotente.
Purtroppo non vedo nulla di nuovo, la nostra cultura è in una crisi profonda così vasta ed insieme
così concreta e differenziata perché coinvolge la vita intima e la vita collettiva, le istituzioni ed i
valori morali. Ci si chiede spesso che cosa è l’Arte Contemporanea, se essa ci dia luce, conforto,
bellezza ed armonia, ma ci si deve domandare anche : come può ispirarsi l’artista a questa presente esistenza intimamente sconvolta?.
L’Arte non vive di sogni vaganti, nasce e si nutre nella vita e nella sua stessa configurazione.
L’artista nel suo intimo diventa lo specchio dell’ambiente in cui vive e si ispira; se qualcuno
si lamenta della povertà della nostra Arte rispondo che non è null’altro che l’immagine della nostra esistenza.
Sono momenti e situazioni in cui ognuno di noi è proiettato, suo malgrado, in uno stato sociale in cui l’artista si trova ad operare non sapendo fino a dove e in quale contesto il suo operato venga considerato cultura o solo merce . La profondità dell’animo si interroga, è come se l’Arte si stesse rivoltando su sé stessa, per lasciarsi poi andare nella tentazione di annientarsi all’entropia definitiva.
Diventa necessario, che l’Arte nello spazio pubblico, sia occasione per un effettivo salto di
qualità culturale, come momento di partecipazione diretta ed attiva nel territorio; una politica di scelte amministrative, atte a promuovere gli strumenti e gli spazi necessari. Solo così sarà possibile
costruire una alternativa allo sfruttamento del mercato dell’arte.
E’ ovvio che il mutamento di una società, nel suo intero complesso ideale e culturale non dipenda solo dall’Arte, ma è chiaro che tale trasformazione dell’arte nell’uomo, può modificarne i risvolti negativi che troppo spesso la società manifesta. E’ il caso, per questo, di porsi oggi con speciale e profonda attenzione al problema di una nuova educazione artistica generale; ciò significa che l’Arte deve riconoscere una funzione determinante, affinché il suo sviluppo possa porre delle solidi basi positive: una coscienza illuminata alla sua finalità sociale.
E’ altrettanto vero, che l’artista attento deve saper cogliere gli elementi: li riordina,
trova valori formali facendoli così divenire motivo di comunicazione, di risveglio e di sensibilità, affinché si trasformino in consapevolezza estetica e di contenuti.
Se questo non trova gli spazi necessari, il messaggio non ha riscontro.
Gilberto Carpo
PS esiste una legge la (Raffaele De Grada) che obbliga di inserire un opera d’Arte in
qualunque costruzione pubblica venga costruita., legge completamente disattesa.

Gilberto Carpo via Sanguegno n 30 Casale c.c. V.B
Tel 0323/60257 cell. 3386726867